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PONY GAMES


LE ORIGINI
I Pony Games sono apparsi in Inghilterra alla fine degli anni 50. In questo periodo in Gran Bretagna, l'equide costituiva ancora un modo di locomozione ed una pratica usuale pertanto i cavalieri in erba dovevano imparare a circolare con spigliatezza sia in ambiente naturale che urbano, ovviamente a bordo strada, e dovevano saper affrontare tutte le situazioni. In questo paese, a forte cultura equestre, il gioco a squadre e la competizione sono apparsi il miglior metodo di apprendimento. Il successo fu immediato e totale. D'altronde i migliori cavalieri britannici attuali, sia in salto ostacoli che in completo, sono nati da questa scuola. Oggi i Pony Games sono usciti dalla nazione di origine ed hanno sempre maggiori seguaci in Francia, in Europa e nel mondo. Le competizioni organizzate permettono di riunire praticanti di tutte le discipline equestri. Questo sport contribuisce a rendere l'equitazione accessibile ad un maggior numero di persone e soprattutto bisogna tener conto dell'aspetto al tempo stesso educativo e sportivo di questo genere di disciplina.


I PUNTI CHIAVE PEDAGOGICI
I Pony Games occupano un posto del tutto particolare in seno alle discipline equestri. Il primo obiettivo è quello di accedere all'autonomia ed a una spigliatezza attraverso il gioco. E' la ricerca dell'efficacia attraverso la competizione che permette l'acquisizione di tutti gli elementi della tecnica equestre. Si tratta di una attività nel contempo educativa e sportiva potendo essere proposta a tutti i ragazzi.
Il loro principio pedagogico consiste nel creare la voglia in ogni cavaliere di apprendere e di superarsi in armonia con il suo pony, per far vincere la propria squadra. Il senso di squadra ed il gusto della competizione sono gli elementi motori canalizzati da regole di gioco precise.


FORMAZIONE DELLE SQUADRE: GIOCARE SULLE MOTIVAZIONI
Nei Pony Games l'educatore dispone di una grande libertà e di una larga gamma di possibilità sul piano pedagogico. Questo campo esplorativo è favorito dal fatto che regole di gioco molto precise forniscono un quadro di riferimento rigoroso che responsabilizza ogni cavaliere. Il primo atto pedagogico consiste nella formazione di squadre. L'insegnante deve procedere ad una valutazione delle motivazioni per raggruppare i futuri cavalieri.

Così è interessante formare squadre perfettamente omogenee sul piano delle attese personali di ciascuno (ricerca di competitività, semplice ricerca di apprendimento o ancora volontà di praticare questa disciplina divertendosi) senza troppo preoccuparsi della loro omogeneità sul piano tecnico. Una composizione giudiziosa è tale da suscitare l'aiuto reciproco in seno allo stesso gruppo e da condurre squadre molto diverse a risultati molto simili, attraverso percorsi distinti. In effetti i cavalieri sono rapidamente presi dal gioco ed acquisiscono così la motivazione per migliorare i loro punti deboli:
- sicurezza ed efficacia tecnica per i cavalieri appassionati di velocità;
- velocità per i cavalieri più spontaneamente interessati alla tecnica;
- le due insieme per i cavalieri inizialmente meno a loro agio nella competizione.

Formare squadre in questo modo presenta anche il vantaggio di creare gruppi di genitori animati dalle stesse preoccupazioni e riunitiattorno ad un obiettivo comune e condiviso.

 
 

RAPPORTO CON L’ANIMALE
Come in ogni attività equestre, il rapporto pony/cavaliere è molto importante nei Pony Games. E' dunqueessenziale che fra i due non esista contrasto, ma una ricerca di comprensione reciproca. Ogni violenza verbale o fisica è dunque esclusa. Speroni e frustino sono vietati.
Questa assenza di mezzi di coercizione impone un modo di procedere basato sulla complicità e la fiducia.
Così solo con un giusto equilibrio fra il pony ed il cavaliere si può ottenere un buon risultato:
• non è l’animale che deve fare da solo lo sforzo,
• un contatto deve stabilirsi naturalmente fra il cavaliere e l’animale per un rapporto dolce e fluido,
• è compito del cavaliere rassicurare il pony che ha bisogno di avere fiducia, la disponibilità e la maneggevolezza del pony dipendono dalla qualità del rapporto cavaliere/animale e dalla spigliatezza del cavaliere nella combinazione della velocità e della destrezza.


RESPONSABILIZZAZIONE E VOLONTA’
I Pony Games, per natura, partecipano alla formazione del carattere del cavaliere e condizionano il suo comportamento sul piano individuale e nel rapporto con gli altri:
• il giovane cavaliere accetta le regole del gioco, le decisioni dei giudici e non cerca di riportare la responsabilità degli errori commessi sull’animale o sui suoi compagni di squadra,
• quando un cavaliere commette un errore tocca a lui stesso correggerlo,
• un gioco deve sempre essere portato a termine correttamente, quest’obbligo di andare fino alla fine del gioco e questa possibilità di accettare consapevolmente l’errore commesso, favoriscono la perseveranza, la volontà, l’assunzione di responsabilità, lo spirito di squadra, la buona atmosfera ed il rispetto del prossimo, ogni cavaliere è integrato in una squadra,
• nel prolungamento della sua attività nel suo Circolo egli può essere chiamato a sostenere il ruolo di arbitro,
• evolvendo in un quadro preciso (riferimenti visivi e concreti), il giovane cavaliere dimentica rapidamente le sue apprensioni fin dalla prima seduta, certi giochi, soprattutto quelli che richiedono di scendere dal pony e di risalire, sviluppano coraggio, fiducia in sé e favoriscono la sicurezza del cavaliere.

 
 

LE QUALITA’ UMANE
L’abilita’ motoria
La pratica del Gioco Pony sviluppa la percezione del corpo nello spazio.
• Psicologicamente, il cavaliere è alla ricerca costante di equilibrio.
• Il lavoro a mano sinistra/mano destra esercita la bilateralità.
• La costante ricerca del gesto realizzato con sicurezza e nell’azione del gioco (situazione dinamica) favorisce lo sviluppo psicomotorio del cavaliere.
• L'alternanza delle situazioni di assunzione di rischio (velocità) e di padronanza del gesto (destrezza), così come la combinazione di differenti tipi di Giochi (gioco di agilità, gioco di velocità, percorsi a coppia, percorsi che richiedono terra/cavallo) fanno dei Pony Games una disciplina particolarmente completa per sviluppare l'abilità e la spigliatezza.


LA VIVACITA’ DI SPIRITO
Il cavaliere impara ad adattarsi stabilmente ed a superare le sue apprensioni analizzando la situazione, prendendo immediatamente la decisione giusta ed elaborando una strategia.


IL SENSO DELLA STRATEGIA
• Ogni squadra sceglie la sua strategia in funzione del tipo di gioco, dell'evoluzione della competizione, dei pony, della forma dei cavalieri e delle qualità delle altre squadre.
• Per ogni gioco ogni cavaliere definisce il suo tracciato in funzione delle sue competenze e delle sue attitudini.
• E’ fondamentale che tutti i cavalieri di una squadra si mettano d’accordo prima e dopo ogni gioco.

LA LUCIDITA’

La stretta applicazione delle regole del gioco e le penalità portano il cavaliere ad essere molto attento e a conservare sempre la calma.
Questa lucidità è tanto più necessaria in quanto le situazioni di assunzione di rischio (velocità) si alternano costantemente a quelle di controllo del gesto (sicurezza ed efficacia).

     
     
     
     
 

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